Archive for the 'Kendo' Category

Dopo quasi 400 anni

Monday, December 1st, 2008

Dal mio sensei di Iaido che ci ha mandato nella mail listing del dojo, questi due passaggi di Yagyu Munemori, autore de “La spada che dà la vita” del 1632.

Quando comincerete ad apprendere il combattimento con la spada, non saprete ancora come impugnarla né come muovervi. Dunque la vostra mente non sarà impegnata quando l’avversario vi assalirà e combatterete senza riflettere troppo. Ma quando apprenderete le tecniche, le posizioni, la vostra mente sarà gremita d’insegnamenti che vi disorienteranno quando vorrete aggredire l’avversario. Ma se ogni giorno vi cimenterete con le tecniche della spada, la vostra attenzione non sarà più inchiodata su delle regole e tornerete come il principiante che ignora tutto. Per questo si dice che il principio e la fine sono la stessa cosa e l’incosciente impulsività dell’esordiente e la perfezione finale si fondono e si confondono”.

e ancora, forse la sua frase più famosa, l’essenza del -do:

Non ho imparato la Via per vincere gli altri, ma per vincere me stesso“.

Concordo con il mio sensei, che le due frasi sono veramente significative, per capire l’apprendimento dello iai e del kendo.

Come piegare gli hakama

Wednesday, October 15th, 2008

Il congresso d’arti marziali fra gatti

Thursday, May 11th, 2006

Duecento anni fa in Giappone, prima dell’epoca Meiji, un maestro di kendo di nome Shoken era infastidito dalla presenza di un grosso topo nella sua casa.
Tutte le notti un grosso topo penetrava nella casa del maestro, impedendogli di dormire. Era costretto a riposare durante il giorno.
Andò allora da un amico che allevava gatti: «Prestami » gli chiese «il più forte dei tuoi gatti». L’altro gli diede un gatto dei tetti, molto rapido e abilissimo nel catturare topi; le sue unghie erano forti, i suoi salti potenti! Ma quando entrò nell’alloggio, il topo lo affrontò e lo vinse, mettendolo in fuga. Era un topo davvero misterioso. Il maestro chiese allora in prestito un secondo gatto, di color fulvo, dotato di un “ki” potentissimo e di un forte spirito combattivo. Entrò nella casa del maestro e combatté, ma il topo ebbe la meglio e il gatto fuggì!
Stessa sorte ebbe un terzo gatto, di colore bianco e nero, e allora il maestro Shoken se ne procurò un quarto, nero, vecchio, intelligentissimo, ma meno forte degli altri, e se lo portò a casa.
Quando il topo lo vide, incominciò ad avvicinarsi per aggredirlo. Il gatto si sedette, calmissimo, e restò immobile.
Il topo allora rimase perplesso, dubbioso, si avvicinò ancora e repentinamente il gatto lo ghermì e l’uccise.
Shoken andò allora a consultare il suo amico e gli disse: «Ho spesso inseguito questo topo con la mia spada di legno, ma ogni volta è stato lui a graffiarmi. Come ha potuto questo vecchio gatto nero vincerlo?».
L’amico gli rispose: «Bisogna indire una riunione e interrogare i gatti. Sarete voi a porre le domande, visto che siete un maestro di kendo. I gatti sono esperti in arti marziali ».
Vi fu quindi un’assemblea di gatti presieduta da quello nero, che era il più anziano. li gatto dei tetti disse: «lo sono il più forte ».
Quello nero allora gli chiese: «Perché dunque non hai vinto? ». «Sono il più forte» rispose «e possiedo molte tecniche per catturare i topi, i miei artigli sono micidiali e i miei salti potenti, ma quel topo non era come gli altri ». li gatto nero dichiarò: «La tua forza e la tua tecnica non potevano battere quel topo, anche se i tuoi poteri e il tuo “waza” sono molto forti ».
Allora parlò il gatto tigrato: «Anch’io sono molto forte, alleno incessantemente il mio “ki” e la mia respirazione attraverso zazen, e mi nutro solo di verdure e zuppa di riso. Perché dunque non ho potuto vincere quel topo?».
Il vecchio gatto nero gli rispose: «La tua attività e il tuo “ki” sono forti, ma quel topo era al di là del “ki”. Se rimani attaccato al tuo “ki”, esso diventa una forza vuota. Se il tuo “ki” è troppo intenso, troppo repentino, sei sopraffatto dalla passione. Si potrebbe dire, ad
esempio, che la tua attività è paragonabile all’ acqua che esce da una fontanella, mentre quella del topo è come un getto possente. Ecco perché la forza del topo è superiore alla tua. La tua attività, pur essendo forte, è debole, poiché hai un’ eccessiva fiducia in te stesso ».
Fu quindi il turno del gatto bianco e nero: non era particolarmente forte, ma intelligente. Aveva raggiunto il satori. Aveva sperimentato tutti i “waza” e praticava zazen, ma non era “mushotoku”, ossia senza scopo né profitto, così aveva dovuto soccombere a sua volta.
Il gatto nero gli disse: «Sei molto intelligente e forte, ma non hai potuto battere quel topo perché tu avevi uno scopo, e la sua intuizione era più profonda della tua. Quando sei entrato, lui ha capito la tua condizione mentale, per questo non hai potuto vincerlo.
Non hai saputo armonizzare tra loro la tua forza, la tua tecnica e la tua coscienza, che sono rimaste separate anziché unificarsi. lo, invece, in un solo istante, ho fuso queste tre facoltà inconsciamente, naturalmente, e ho potuto uccidere il topo. Ma qui vicino, nel villaggio accanto, conosco un gatto più forte di me. È molto vecchio e il suo pelo è grigio. L’ho incontrato, e non sembra affatto forte! Dorme tutto il giorno, non mangia carne né pesce, ma solamente zuppa di riso… qualche volta beve un po’ di sake. Non ha mai preso un solo topo: tutti lo temono e non osano avvicinarsi a lui. Un giorno è entrato in una casa piena di topi. Tutti sono fuggiti via terrorizzati. Avrebbe potuto cacciarli anche dormendo. Questo gatto grigio è veramente molto misterioso. Tu devi diventare come lui, essere al di là di te stesso, di tutto».
Grande lezione per Shoken, il maestro di kendo!

TEST: sei un vero kendo-addicted?

Friday, April 21st, 2006

TEST: sei un vero kendo-addicted? (fonte kendo-world forums)

  1. Il tuo intero guardaroba si tinge di un vago blu
  2. Giocando a baseball/golf ti metti in guardia gedan o hasso-no-kamae
  3. Conosci 4.923 frasi giapponesi, di cui 4.921 sono inutili fuori da un dojo
  4. Rompi sovente i coltelli da bistecca al ristorante per colpa del tuo stupido tenouchi
  5. Sogni le tecniche multiple facendo movimenti a scatto, e ti svegli tutto rotto
  6. Dimmi tre parole: Kama.Sutra.Waza
  7. Fai il kiai ogni volta che apri l’ombrello
  8. Fai stretching con i polpacci mentre stai in fila
  9. Combatti delle grandiose battaglie immaginarie con penne e matite
  10. La puzza del sudore ti ricorda il kendo… e non viceversa
  11. Nell’atto di stringere la mano a qualcuno ti viene da tirargli kote
  12. Il tuo tallone sinistro è sempre sollevato dal terreno
  13. Alla sagra paesana, alla pentolaccia tirate un bel men
  14. Cammini okuri-ashi in corridoio
  15. Giocando a tennis fai kiai quando colpisci la palla
  16. La tua stanza odora di kendo (sudore + fungo porcino)
  17. Una videocassetta di kendo sta sempre in posizione da sparo nel VCR
  18. Il tuo piatto doccia è leggermente blu
  19. Ti inchini troppe volte durante il giorno dicendo “Hai”
  20. Pratichi il fumikomi mentre dici “pronto” al telefonino
  21. Sogni sempre il “taglio perfetto” soprattutto durante la doccia e prima del dolce
  22. Alla guida, tieni la distanza toi-maai e cambi corsia con sutemi
  23. Alla guida, riconosci immediatamente le intenzioni degli altri automobilisti (suki)
  24. L’ombrello in posizione di riposo va tenuto sull’anca sinistra, leggermente inclinato
  25. Tagli la carne con il numero minore di colpi, preferibilmente 2 (spingi+tira)
  26. Non ti guardi allo specchio per controllare i capelli, bensì la postura in kamae
  27. In doccia, sei quasi scivolato mentre cercavi di fare ashi-sabaki. Molte volte.
  28. Giochi con il gatto in posizione nito-ryu, usando le dita al posto delle spade
  29. Nella metropolitana vuoi restare in equilibrio senza tenerti agli appositi sostegni
  30. Hai paura che ti chiedano quale arte marziale pratichi perché ci vorrebbe troppo tempo per spiegarlo
  31. Stai male quando non puoi praticare kendo (tipicamente durante le feste)
  32. Mentre viaggi, cerchi sempre dove potrebbe stare un dojo di kendo nei paraggi
  33. Hai comprato una certa scopa perché il manico era esattamente equipollente ad uno shinai regolamentare
  34. Il parquet in casa presenta delle misteriose crepe
  35. Il soffitto in casa presenta delle misteriose crepe
  36. Ti cacciano via dal cinema mentre correggevi a voce il kiai di Tom Cruise in “L’ultimo Samurai”
  37. Nella tua lista della spesa settimanale è sempre compresa la voce “lampadine”
  38. Apri un ristorante e lo chiami “Chez Bogu”
  39. Apri un negozio di abbigliamento per bambini e lo chiami “Mon petit Shinai”
  40. Scrivi e pubblichi “Musashi for dummies”
  41. Ti inchini entrando ed uscendo in tutte le stanze, ovunque tu sia
  42. Hai dei piedi talmente orrendi che fanno schifo agli altri kendoka
  43. Pratichi il movimento dei piedi in aeroporto mentre sei in attesa, sfruttando il pavimento particolarmente liscio
  44. Aspetti in sonkyo oppure in seiza. Non bisogna perdere tempo in piedi
  45. La tua casa ideale prevede una stanza anecoica ampia e vuota ricoperta di ottimo parquet, con un soffitto alto
  46. Vuoi fare 5 figli per formare una squadra
  47. Impugni il volante della macchina con i polsi all’interno, per coprire il kote
  48. Cerchi di convincere tua moglie che andare a vedere i campionati mondiali potrebbe essere una vacanza interessante per entrambi
  49. Dormi con il bokken a fianco “just in case”

Ed infine…

50. Domani non posso, bambola: ho l’allenamento di kendo io”